Leggende Metropolitane

blog del giorno

il mio comune nel mondo

 


sabato, maggio 31, 2003

Casualmente mi trovavo sullo stesso aereo diretto in Grecia, in cui viaggiava la giovane ereditiera Athina Onassis. Lei era seduta qualche fila avanti, la sua voce la sentivo abbastanza bene e tra le tante cose che durante il viaggio ha raccontato ad alcune sue amiche, questa che vi riporto, mi ha messo di buon umore e mi ha fatto sorridere. A queste sue amiche di viaggio, raccontava di quanto andavano dicendo altre sue amiche inglesi, gelose e invidiose, del fatto che lei era diventata l'unica erede del patrimonio multimiliardario del nonno. Ogni volta che la vedevano, in coro, prendendola in giro dicevano: "che culo Athina, a 18 anni sei diventata una delle ragazze più ricche al mondo". Continuando il suo racconto, sottolineava che da quando quelle sue amiche inglesi la prendevano in giro, era stata colpita dal ”complesso del deterano” e per questo motivo era andata in Brasile per sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica. Per quasi tutto il viaggio non ero riuscito a vederla in faccia, sentivo solo la sua voce, a dire il vero molto sensuale, e quando si è alzata per andare in toilette, il mio disappunto è stato notevole e a voce alta ho commentato: invece di andare in Brasile a farti rifare il sedere che non si vede, era meglio che andavi per farti rifare il viso, le tette e le labbra che purtroppo si vedono". Dai nervi gli ho pure scattato questa foto che poi ho venduto ad un editore greco per la copertina del libro sulla biografia di Athina Onassis.

Pattinando

postato da: Pattinando | 21:30 | commenti (3)


 

mercoledì, maggio 28, 2003

Mi è successa stamattina, non è un granchè , ma è fresca. Stavo andando a fare la mia corsetta e un po' di ginnastica in un parco quando mi si affianca un furgoncino scoperto della frutta e verdura. Il ragazzo che lo guida guarda dentro, mi guarda bene e fa: "Oh ciao, come va?". Io lo guardo e gli faccio il cenno del chi cazzo sei che cazzo vuoi?. Lui insiste, ferma il furgone, viene da me al finestrino si toglie il berretto e fa: " Sono il figlio di Rocco!". Gli rifaccio il cenno sorridendo. "Il parrucchiere", fa lui. Io son 20 anni che non vado dal parrucchiere però combinazione avevo un parrucchiere di nome Rocco. Gli dico. "Ciao". E lui. "Ho aperto un negozio di ortofrutta, aspetta aspetta, ti regalo una cassetta". Va verso il furgone e ne prende due. Io gli faccio cenno di no. Lui insiste con le due cassette e cerca di infilarmele dal finestrino spiegandomi concitatamente:"dai mi faccio pubblicità, così mi vieni a trovare in negozio". La cosa mi sembra credibile, abbasso l'altro finestrino, lui fa il giro e ci mette dentro le due cassette. Torna verso il furgone ne prende altre due ritorna verso il finestrino e le infila dentro. Mi prendo le chiavi della macchina, scendo e gli dico. " Grazie, sei gentile, ma non è il caso". E lui:"No, te le regalo!". Io apro la portiera, le prendo e gliele rimetto sul furgone. Lui le riprende e me le rimette nella macchina dicendo apertanmente: "Se non le prendi mi offendo, sono giovane, ho aperto un neglozio e mi devi aiutare". Ha ragione mi dico. Allora gli dico "ok, prendo due cassete e per non sentirmi un verme ti do qualcosa e poi se mi capita senza impegno ti passo a trovare". Gli rimetto due cassette sul furgone e intanto le guardo meglio e una è di mele andate e l'altra di insalata marcia. Mi dico dentro di me che devo uscire velocemete da questa situazione nella maniera migliore possibile. Apro il portafoglio non ho biglietti da 5 ma solo da 10, gliene do uno dicendogli rapidamente: "Dammi un 5 però". Lui prende il 10 d'istinto e d'istinto mi da il 5 e mi dice non d'istinto:"Me ne devi dare altri 10 però". Lui aveva in mano vari bigietti da 10 e da 5. D'istinto mi riprendo il dieci e dico:"Niente da fare, ridammi il 10, ti rido il 5 e le due cassette e amici come prima". D'istinto mi porge un 10, me lo prendo e gli ridò il 5. Chiudo la mente, mi metto il portafogli in tasca, gli rimetto le cassette sul furgone, salgo rapidamente in macchina e me ne vado. Se uno ha capito ha capito, la storia è finita. Nel pensiero dopo quasi mezz'ora viaggiava il suo ripercorrere la situazione e il finalmente capire. Fermarsi contare e ricontare e alla fine ridere come un matto perchè non era una persona cattiva.

postato da: Domsky | 20:09 | commenti (1)


 

martedì, maggio 27, 2003

Vabbè, dai, oggi vi racconto una cosa sconvolgente...

Tanti e tanti anni fa conoscevo una ragazza ke mi sconvolse il cuore...Era di una dolcezza inaudita (e anke un pò appiccicosa, ma a me piacciono un pò quel tipo di ragazze, è un pò un'autofrustazione ke dà piacere, non so se mi spiego...) e di una bellezza rara, anke se era un pò "incatenata" dai genitori ke da sempre gli toglievano aria, non facendola vivere, nè divertire, insomma, la quasi segregavano. La prima estate ke la incontrai ci fu un amore lungo e appassionato...ke finì con l'estate. Il secondo anno, dopo esserci spiati da lontano, ci rincontrammo...e fu nuovo amore. Il terzo anno, preciso come un appuntamento del destino, ci ritrovammo al mare ma...(c'è sempre un MA) questa volta la cosa si faceva difficile...Lei, nell'ultimo anno, si era fidanzata con un tipo col quale si sarebbe sposata dopo la laurea...Non mi persi d'animo e continuai a premere su di lei...ke cedette. Il ragazzo venne a trovare la tipa, ke però lo accolse molto freddamente...Allora il "toro" cominciò a dar fuori di matto, tanto ke una sera lo volevo gonfiare solo xkè aveva strattonato lei xkè mi fissava da lontano. Lei non voleva rendere la cosa "pubblica" xkè i genitori erano sempre i soliti fascisti, e avrebbero preso l'amore della figlia x una sbandata (meglio ke stava col bove laureato, secondo loro...). E già questa situazione "precaria" non mi andava giù...Cmq, lei tornò col tipo a Napoli, e a 4 giorni dal matrimonio lei tornò da me al mare dove rimase fino alla fine dell'estate...Da allora mi guadagnai l'infelice appellativo di "rovinafamiglie"...

PS: ci lasciammo dopo 2 mesi ed è stata la storia più intensa, impossibile, incosciente e irripetibile (nel senso ke non la ripeto +) ke abbia mai fatto...

 

postato da: skaman82 | 16:20 | commenti (2)


 

Una volta ero a trovare alcuni miei amici nel mezzo di non so neanche quale mondo, un popolo antico, molto orgoglioso, di quelli che per ogni occasioni hanno la giusta preparazione del corpo con colori, piume, bastoncini e ogni genere di cose adatte. Tutte cose che poi si levano e non lasciano traccia. Ed hanno molti canti. D'insieme, o di ciascuno. I canti degli innamorati, i canti dei bambini felici, i canti funebri... tanti per ogni occasione. Però non è che son sempre lì a cantare. Hanno il canto per ogni occasione, che vuol dire un'altra cosa. Una sera i bambini non riuscivano a prendere sonno e con granm stupore hanno sfoderato "in una notte di forte vento..." quella degli alpini in perfetto italiano in perfetta sintonia e coro che si alzava da ogni capanna con la ,giusta modulazione a più voci. Feci finta di niente e gli chiesi di cosa parlasse quella canzone e loro mi spiegavano di piccoli spiriti che scendevano dal cielo e prendevano per mano i bambini portandoli con sè nel limbo delle meraviglie dove uccelli di ogni colore ecc ecc. Gli chiesi da quanto tempo la conoscevano e la cantassero e mi spiegarono che non era loro, era di un popolo della montagna di un paese lontano che però una volta, alcune migliaia di anni prima, prima che il fiume che scorreva nella valle, prendesse la svolta che aveva allora, un suo alto esponente (nel senso che proprio era alto rispetto a loro) gliela insegnò in segno di grande rispetto ed amicizia per aver insegnato a lui la caccia notturna bendati con la cerbottana corta all'imprendibile pipistrello nano.

postato da: Domsky | 11:41 | commenti (1)


 

venerdì, maggio 23, 2003

Una volta giunsi a dire questo:

Ti amo perkè se tutti sapessero ke tu esisti per davvero smetterebbero all’istante di fare le guerre e comincerebbero a volersi bene veramente!

Ti amo perkè sei più viva tu che una scuola elementare di 1500 bambini senza le maestre!

Ti amo perkè se non ci fossi tu che ogni tanto ti metti a canticchiare qualcosa, il sole farebbe sciopero ad oltranza!

Ti amo perkè al tuo passaggio le alpi si inchinano!

Ti amo perkè vicino a te fa sempre caldo al punto giusto!

Ti amo perkè quando vai in giro con la minigonna ne fai andare fuori strada 50 in un pomeriggio!

Ti amo perkè secondo me se fai un salto riesci a prendere una stella!

Ti amo perkè un miliardo di perkè non basterebbero a spiegarti il perkè!

(ma non me la diede lo stesso!)

postato da: Domsky | 14:10 | commenti (1)


 

Ho avuto la possibilità di entrare in possesso della foto del contendere che aveva coinvolto Valeria Marini ed un fotografo. Come ben sapete la vicenda giudiziaria che è durata 7 anni, si è conclusa con una doppia assoluzione: per il fotografo Angelo Caligari, accusato di aver scattato e poi preteso soldi dalla soubrette per restituirle la foto di nudo, scattata quando la Marini ancora non era nota al grande pubblico e anche per la Marini a sua volta accusata dallo stesso fotografo per diffamazione. La vicenda ha avuto il suo "iter" giudiziario che si è concluso con l'assoluzione dei due per non aver commesso il fatto: la Marini ritratta nuda con una maglia a rete e il fotograto che l'ha ritratta, perchè il fatto non costituisce reato.
Per ovvi motivi la foto "hard" della Marini non è visibile direttamente su questa leggenda metropolitana, può essere visionata opportunamente cliccando qui. .

foto scoop di Pattinando


postato da: Pattinando | 13:11 | commenti (2)


 

giovedì, maggio 22, 2003

E' vero, lui era un prete ed io qualche anno prima, quando lavoravo come infermiera, lo avevo conosciuto in ospedale dove era ricoverato per un piccolo intervento. Casualmente, dopo qualche anno, ci siamo incontrati in una casa squillo di Verona: io per arrotondare il mio magro stipendio di infermiera mi prostituivo e lui in incognito veniva da me perchè gli davo massime garanzie di anonimato, ricevendo un compenso doppio per mantenere questo suo segreto. Era da un anno che frequentava la casa-squillo e ricordo quel giorno quando non si spogliò come le altre volte e mostrandomi alcune foto mi disse: ho portato un vestito da suora, se non lo indossi farò a meno di te risparmiando tanti soldi, perchè per preti che hanno vizi peccaminosi come il mio, oltre alla Chiesa gonfiabile [vedi foto], daranno come accessorio anche una bambola gonfiabile. Io per non perdere i suoi soldi ho dovuto per forza accettare le sue condizioni. Per questo motivo sono stata sorpresa dalla buoncostume, vestita da suora in questa casa-squillo.

postato da Lucciola, una infermiera per vocazione. E' una leggenda metropolitana di Pattinando

postato da: Pattinando | 18:15 | commenti


 

martedì, maggio 20, 2003

Ieri ero in giro kon amici...Ad un certo punto, non so perchè, punto una ragazza da lontano col dito e dikiaro ad alta voce "...Quella ragazza adesso cadrà..."...

 

E' CADUTAAAAAAA!

 

 

Adesso invece ke "Giusè" mi kiamano "Gesù"...

postato da: skaman82 | 17:41 | commenti (2)


 

venerdì, maggio 16, 2003

 

 

 

 

 

A volte vaghiamo nella nebbia, senza sapere dove andiamo...

L'anno scorso, insieme ad un'allegra compagnia, andiamo a sbevazzare in un locale spagnolo...Specialità della casa : SANGRIA (la più buona ke abbia mai bevuto dopo quella di Madrid)...Ahahah, troppo bello...Eravamo tutti ciukki e si sparavano delle cazzate talmente giganteske ke anke la gente agli altri tavoli rideva, pensate un pò...Il padrone del locale non era mica normale, ma simpaticissimo! Beveva ogni tanto con noi e poi spariva nella cucina barcollando, ahahahah, ke tipo!
Dopo un pò un mio amico, Aurelio, fa una scommessa con tutti...DI BERE DA SOLO UNA DAMIGIANA DA 5 LITRI (KE PERO' ERA QUASI A META', QUINDI 3 LITRI BUONI!!!). Aurelio, già fuori di brutto, si scola in UN SOLO SORSO 3 LITRI DI SANGRIA...Dopo...allegria ed ilarità in quantità, ahahahahahah, questo per dire ke gli abbiamo quasi sfasciato il locale perchè abbiamo cominciato a lanciarci le polpette di carne nei bikkieri...Alè, è cominciata una guerra-faida ke non finiva più...Alla fine paghiamo, usciamo dal locale, e Aurelio va verso la makkina [ebbene si, l'unico ke non doveva bere, L'AUTISTA (ahahah, sa molto "Anfrocio, ho voglia di qualcosa di dolce!AHAHAHAH) era più fuori di tutti!] Al primo incrocio x un pelo non ci scontriamo a 120 orari con un'altra makkina...Allora tutti cominciano a kiedere ad Aurelio come si sente..."Bene, bene, cazzo, sto benissimo!". Arrivati alla curva per entrare in autostrada, Aurelio stava proseguendo dritto (ovvero stavamo uscendo fuori strada!) ma io akkiappo al volo il volante e lo rimetto in pista. Aurelio comincia a cambiare colore, gli okki gli si kiudono, comincia la trasformazione in FATTONE, ahahahahahah! Per farla breve, mentre portava la makkina si addormenta, io tenevo il volante e guidavo, mentre lui, in stato di semi-incoscienza, premeva i pedali...Roba da "The Acid House"...Da sottolinare ke Aurelio non voleva ASSOLUTAMENTE far guidare me (gli altri tutti senza patente) xkè "STAVA BENE" <- Ahahah Cmq, dopo un pò, comincia ad alzarsi nebbia sulla strada. Faccio io "Aurè, fai guidare me, ke è meglio!" e lui, nel sonno, rispondeva "Mmmmmhmhmhhh, nnnn-no, sss-sto b-ben--eee..." Ahahah, un pazzo! Io poi non è ke ero normale...e quindi? Abbiamo proseguito! Nella nebbia più fitta, tutti ciukki alla grande, il guidatore più di tutti...
Vi dico ke del viaggio mi ricordo solo una nuvola sempre presente davanti a noi, non si vedeva un cazzo, abbiamo viaggiato completamente alla cieca...
E se vi sto scrivendo significa ke siamo arrivati...

...VIVI?




postato da: skaman82 | 10:49 | commenti (1)


 

martedì, maggio 13, 2003

Tutto è cominciato nella Pasqua del 1980. Papà ci aveva portato a Londra con i nostri fratelli per una vacanza di pochi giorni. Sono cose che ha sempre fatto da quando abbiamo perso la mamma. Eravamo due ragazzine e i Beatles per noi erano davvero un mito.
Quel giorno di ventitrè anni fa ci avventurammo per St. John Woods, nella casa di McCartney. C'erano dei lavori di ristrutturazione in corso e il cancello era aperto. Abbiamo preso coraggio e siamo entrate. Non avevamo paura no, non ci spaventava proprio niente. C'era di tutto, pizze cinematografiche, filmati. Noi abbiamo preso l'agenda, un paio di stivaletti, della carta da musica, e siamo corse via... Fuori le nostre cugine facevano da palo.



postato da: Netman | 20:21 | commenti (2)


 


Ammetto... nessuno mi ha mai creduto. Neppure i mei genitori.
Stavamo andando verso Vicenza. Era una domenica. Andavamo a trovare dei miei parenti. Eravamo nella zona di Bassano del Grappa e abbiamo imboccato una strada sulla destra. Come tutti i bambini io curiosavo dal finestrino. Giocavo a contare se erano di più le macchine bianche o nere che si incontravano. Giocavo a cercare gli aerei. E' vero che un bambino ha molta fantasia... ma credo di essere ancora convinto che quel giorno, metre stavamo passando un ponte sul Brenta, ho visto una foca su dei sassi che si stava per tuffare.

postato da: MindWork | 15:17 | commenti (4)


 

lunedì, maggio 12, 2003

Me l'ha raccontata una "nonnetta" ke abita vicino casa mia, appassionata di giardinaggio (come me... ;-D)

Racconta di uno stupro avvenutoin un piccolo paese...

 

"Mastro Paolo" era un tipo burbero, il vekkio taccagno del paese, ke nonostante i suoi 87 anni suonati, metteva quasi ogni giorno il suo fisico da fabbro in mostra, al pubblico giudizio, nella piazza principale del piccolo paese, dove aveva il suo "laboratorio". Sua sorella, Maria, era l'unica persona con cui aveva un dialogo. Parlavano dei campi, del tempo, delle galline, del garzone infortunatosi col martello, della sarta ke rubava i fiori al cimitero.
Venne la festa del paese. Arrivarono una ventina di carrozze trainate da muli o cavalli, ke risplendevano al sole di tutti i gingilli ke si portavano dietro. Un odore di stalla accompagnava la carovana, ke si posizionò al centro del paese. Maria, mentre andava nel "laboratorio" del fratello, passò davanti alla carovana. I girovaghi la guardarono ben bene, videro ke era giovane e fresca, e cominciarono a far quei giochetti da circo ke quella gente sa far tanto bene, perchè li fa da una vita.
Maria ne fu entusiasta, quei cerchi ke volavano e s'incrociavano era una prova di abilità a lei sconosciuta. Dei ragazzoni maligni, bulli della carovana, la portarono in una piccola via, e con la forza abusarono di lei. Tanto grande fu la lotta ke nella colluttazione la ragazza morì.
La mattina dopo, il giorno della festa di San Severino, il garzone di Mastro Paolo arrivò in lacrime, dicendo ke Maria era stata trovata sgozzata. Tutto il paese vociferava sulla carovana. Mastro Paolo, senza dire niente, senza mutare faccia, andò giù in cantina a prendere il fucile ed uscì. Nella carovana il panico si diffuse, altri omaccioni cacciavano fucili e pistole dalle baracche del tiro a segno o della corsa dei topi. Poteva essere una strage. Una ragazza andò dal Mastro e gli indicò i ragazzi colpevoli dello stupro. Mastro Paolo arrivò da loro, gli kiese quanti anni avessero. "Ke vuoi, nonno?" - rispose il più grande di loro. Mastro Paolo gli sparò in testa, uno dopo l'altro. L'ultimo tentò una fuga, ma fu stroncato da un colpo alla skiena. Subito Mastro Paolo fu arrestato dai carabinieri. Dopo 3 anni morì di crepacuore in carcere.


 





postato da: skaman82 | 11:06 | commenti (3)


 


Una volta avevo un amico strano strano. Ora è sparito, non so neppure io se è ancora mio amico. Praticamente come ognuno ha il suo amichetto invisibile... ecco io ho il mio. Un giorno mi disse: Ho un gatto furbissimo". Mi sono precipitato a casa sua. A parte che è il primo gatto che ho visto camminare all'indietro, ma probabilmente era un qualcosa di insito nella famiglia... essere tutti particolarmente rovesci. E allora il mio amico ribatte: "Guarda che micio astuto". Allora con una minuziosità chirurgica ha preso del latte dal frigo, ha preso la ciotolona del micione, prende una moka con il caffè nero bollente che rumoreggiava e prepara il caffelatte per il quadrupede. Voi non ci crederete, ma il simpatico animale baffuto si è bevuto solo il latte, lasciando in disparte il caffè. Si allontanò dalla sua ciotolona con sguardo canino nei confronti del mio fu-amico...

postato da: MindWork | 08:32 | commenti (2)


 

domenica, maggio 11, 2003

Ipotesi per dimagrire

Esattamente era estate..

Una calda, afosa, giornata estiva..

Fantastico sole, fantastiche nuvole bianche nel cielo azzurro, fantastico tutto.

Anche quei bastardissimi moscerini che ti si appiccicano ovunque, come le zanzare che godono del tuo plasma.

Beh, tornavo a casa, ovviamente, portavo con mé un souvenir del mondo Pesarese..

La mia amichetta, compagna di mille ex avvenure..

L'Adua.

Beh, perfetto, mangiavamo da me, contente, del resto era una cosa ormai abituale.

Praticamente varchiamo la fatidica soglia dell'orrore, quella di casa mia appunto.

Nemmeno accorgersene che, arrivando alla cucina, c'era mia nonna.

Si, ok, normale, una cosa che succede anche nelle migliori famiglie, ma da me è proprio un caso clinico, o almeno ci si avvicina: insomma, addentrandoci in casa mia notiamo mia nonna nell'angolino, che si godeva delle cotolette impanate da far paura, masticando che nemmeno un cammello proverebbe a sfidare, beata come una pasqua, con un affare attaccato alla pancia, uno di quei cosi che vibrano (non pensiamo male)..

E allora la domanda mi sorse spontanea "Che cavolo fai??"

Lei, manco a dirlo: "DIMAGRISCO".

Un martello pneumatico acceso e in funzione mi avrebbe lasciato meno perplessa.

Ma non fu l'unico tentativo di "smaltimento rifiuti" che aveva provato..

La DIETA che faceva lei..

Digiunava, (per modo di dire, figuriamoci mia nonna che digiuna) poi la sera, sedute tutte e tre al tavolo per cenare (io,  mia madre e mia nonna, le fantastiche tre), mia madre le chiese:

MA', NON VUOI NIENTE?

Lei scosse il capo, indifferente, poi mia madre replicò:

COS'HAI GIA' MANGIATO?

Silenzio.. ovviamente la sua faccia si prospettava da falsa innocente, quasi da persona offesa.. poi la risposta.

HO MANGIATO I POMODORI.

Mia madre sempre poco convinta:

QUALI?

E così lei chiuse il discorso..

QUELLI AVANZATI DA OGGI.. QUELLI AL FORNO.

Oltre che per la dieta non sono un tocca sana, quelli avanzati era circa due teglie di pomodori.

Rory

( rory.splinder.it )

postato da: Rory | 16:51 | commenti (2)


 

sabato, maggio 10, 2003

Lui abitava al quarto piano, non teneva famiglia, non una donna fissa e neppure una di passaggio. Era stato licenziato quattro mesi prima per esuberanza nei confronti del datore di lavoro e non aveva prospettive. Aveva giurato: se danno "La vita è meravigliosa" mi butto dalla finestra. Alle 20 e 30 della vigilia di Natale, puntuali come il forno, quegli spranzoni de La7, alè: James Stewart e l'angelo Clarence. Aprì la finestra.

Lei stava al primo piano, era il gioiello di famiglia, aveva un fidanzato di successo e pronto a sposarla. Lavorava in un'azienda solida ed era stata appena promossa reponsabile del settore acquisti: però!. Aveva sperato: magari danno "La vita è meravigliosa", così mi commuovo. Ed eccolo lì, il ponte dei miracoli. Si distrasse e uscì fumo dal forno. Aprì la finestra.

Il fidanzato, a bordo di una cabriolet metallizzata, imboccò l'ultima curva con il vento nei biondi capelli.

Lui spiccò il volo. Lo spazio tra il quarto e il primo piano fu quello dei dubbi, per entrambi. Lui ebbe il sospetto che, se anche la vita non era meravigliosa, quel che seguiva era di una noia mortale. Non voleva forse dare una soddisfazione al suo ex datore arrogante e a tutte le donne che non sapevano quel che si erano perso.

Lei pensò che non aveva voglia di comprare niente e non sapeva che farci, col settore acquisti e che il suo fidanzato era un uomo di successo, ma con il successo ci fai la birra e con certi uomini la schiuma.

I loro occhi s'incontrarono nell'attimo esatto in cui lei avrebbe voluto cambiare vita e lui cambiare morte.

In assenza dell'angelo Clarence, si può sempre contare su un pirla in agguato. Il fidanzato di successo alzò la capote in tempo per attutire la caduta dell'uomo del quarto piano, mettendoci di rinforzo anche il suo cranio, che si fracassò. Lei, dalla finestra, constatò che bruciare l'arrosto era stato privo di conseguenze.

I funerali si svolsero subito dopo Natale. Lei era in prima fila, ma guardava dietro. Lui, in quarta, stampellato, aspettava.

Sulla tomba, l'angelo custode ritardatario, spiegava al suo poco protetto che senza di lui, tuttavia, la sopravvivenza si annunciava meravigliosa.

Gallina.splinder.it

postato da: Netman | 02:58 | commenti (3)


 

Purtroppo la mia la conoscete tutti, ma la racconterò lo stesso. Un giorno ero in ufficio presso cui stavo lavorando e stavo leggendo il giornale. Mi incuriosì la pagina degli incontri personali, un annuncio invitante. Telefonai e una voce in segreteria mi diede appuntamento. Non avevo molto da fare in uffico. Non avevo mai tradto la mia fidanzata, sono una persona fedele. Però faceva caldo ed ero incuriosito. Successe qualcosa dentro di me che mi fece dire: "Ma vacci dai, che te ne frega, la tua fidanzata non saprà mai niente e continuerete a vivere felici come se nulla fosse successo". Andai, citofonai, mi aprirono il portone, andai al secondo piano a piedi, suonai e mi aprì in una meravigliosa lingerie la mia da quella volta ex-fidanzata.

postato da: Domsky | 00:10 | commenti


 

giovedì, maggio 08, 2003

Una volta sono andato ad un colloquio di lavoro, era un ufficio open space, una unica grande sala. Quando ho finito il colloquio ero contento, era il mio primo colloquio di lavoro e mi sembrava fosse andato bene. Avevo fatto proprio bella figura. Allora faccio per uscire, anzi esco, apro la porta, la chiudo, e sapete dove sono finito? Nello sgabuzzino delle scope. Mi vergognavo troppo ad uscire. Allora decisi di aspettare il momento buono. Ma dopo di me non c'era più nessuno al colloquio e in due minuti se ne andarono tutti dall'uffico e lo chiusero. Rimasi lì tutto il pomeriggio e la sera fino alle 9, quando fui salvato dalla custode che era venura su per fare le pulizie.

postato da: Domsky | 18:22 | commenti (1)


 

Ai tempi in cui giovane andavo a scuola. Finito l'anno andai in gita con gli amici a Pompei. Altri tempi. Però arriviamo e vado in sciolta. La sera prima avevo mangiato l'anguilla e mi aveva messo in disturbo. Troviamo finalmente un baretto. Entro di corsa, chiedo dov'è il bagno. Vado in bagno e giù che spruzzo in gran concerto. Finalmente passa e cerco qualcosa per pulirmi. Ma non c'è niente. Allora socchiudo la porta con giù le mutande e urlo: " Dov'è la carta igienica?". Ma non risponde nessuno. "Non ci sono dei fogli di giornale?". Nessuno. Alla terza volta sento una voce lontana che rantola:"Ci sta o' leopardo". Mi guardoin giro e c'era un grosso asciugamano a chiazze marroni. Capii, come funzionava l'andazzo e mi pulii con il leopardo.

postato da: Domsky | 18:22 | commenti


 

sabato, maggio 03, 2003

LA DENTIERA DI MIO NONNO

Una volta il nonno di una mia amica fu invitato dal suo amico ad andare a pescare in cava. Ve lo faccio raccontare da lei: "Non è che mio nonno fosse un gran pescatore però è uno di compagnia. Allora vanno in cava, salgono su un barchino e comincia l'avventura. Pescano, si divertono. Sapete no i vecchietti quelli casinisti? Ecco due cretini, bravi eh, mio nonno è bravissimo, ma con il suo amico una perfetta coppia di cretini. Ecco ad un certo punto il suo amico prende un pescione, mio nonno si china fuori dalla barca per prenderlo e gli casca il berretto in acqua, e giù risate. Poi mio nonno doveva mettere l'esca e al posto dell'esca gli attacca un preservativo, il suo amico tira su e giù risate. Poi il suo amico gli offre dei biscotti perchè aveano fame, li mangiano, ma mio nonno aveva la dentiera e gli erano andati i biscotti in giro. Si toglie la dentiera, fa per pulirsela, in quel momento chissà da dove arriva un onda, lui barcolla e gli cade la dentiera in acqua. Il suo amico giù a ridere, e lui su a piangere. "Che male". La dentiera, ma sapete quanto costa una dentiera? Nella cava... come faceva a riprenderla... 10 metri di profondità, tutto fango... Insomma mentre mio nonno piangeva il suo amico gli abbocca e tira su un pescione enorme di quelli che ci sono in cava. Si toglie rapidamente la dentiera mentre mio nonno non guardava, la mette in bocca al pescione e comincia ad urlare:" Guarda cosa ho trovato, ce l'aveva ancora lì nella bocca". Mio nonno si gira, vede la dentiera, la prende, se la mette in bocca, cerca di aggiustarsela, non ci riesce, la riprende in mano e con fare scocciato la butta in acqua dicendo: "Non è la mia". Cavoli, il suo amico, ad urlare, : "La mia dentiera, porca pu... mer... cretino era la mia dentiera...". E mio nonno giù a ridere."

postato da: Domsky | 18:09 | commenti (1)


 

Un pensionato in svizzera, in piena estate, approfittando di una bellissima giornata di sole, andò a fare un giro in bicicletta, su e giù per le montagne vicino a casa sua. Venne colpito da un fulmine e rimase secco. All'inizio non si capiva di che cosa fosse morto. Era completamente bruciato e tutt'intorno c'erano ancora dei fuocherelli.La bicicletta era fusa. Nessuno aveva visto niente. Solo una settimana dopo, dal centro rilevamento fulmini di Basilea, si appurò che quel pomeriggio, da un temporale in corso a più di 400 km di distanza, un fulmine era partito scaricandosi sul malcapitato ciclista. Il famoso fulmine a ciel sereno.

postato da: Domsky | 14:18 | commenti


 

Una volta sono andato ad un concerto di una famosa rockstar. Avevo fatto fatica a trovare il biglietto, costava tanto ed ero andata da solo. Era tutto esaurito. Quando sono arrivato fuori dai cancelli c'era una ressa incredibile. Era inverno, era freddo e non vedevo l'ora di entrare. Ad un certo punto mi si avvicina uno che mi chiede quanto voglio per il mio biglietto. Gli spiego che non lo vendo, ma lui mi offre 1000 Euro. Ci penso su e accetto. 1000 Euro sono 1000 Euro. Io il biglietto lo avevo pagato 60. Mi da 10 biglietti da 100, io gli do il biglietto. Sto già per andare, ma mi viene un'idea. Offro ad un ragazzo 400 Euro per il suo biglietto. Però lui mi dice che è lì con la sua ragazza. Se voglio me ne da 2 per 800 Euro. Me lo dice scherzando, ma io accetto. Gli do 800 Euro e lui mi da i 2 biglietti. Telefono ad una mia amica di venire di corsa che avevo un biglietto anche per lei. Guardiamo il concerto e dopo ce ne andiamo in un bel ristorante e spendiamo altri 90 Euro. Il giorno dopo avevo ancora 100 Euro. Vado da Luigi, il giornalaio, gli do il biglietto da 100, lui lo guarda bene, ma è un biglietto falso. Vado in banca e mi confermano che è un biglietto falso. Ce l'ho ancora nel cassetto. Gli altri 9 chissà che fine hanno fatto.

postato da: Domsky | 13:00 | commenti (1)